Salonicco 1923 – Tel Aviv 2006

Salamo Arouch nasce a Salonicco nel 1923, la famiglia è composta da tre figlie e due figli. Il padre lavora come scaricatore di porto e lo avvia, fin da piccolo, verso la boxe.

A soli diciotto anni conquista il suo primo alloro nella categoria dei pesi leggeri.

Nel 1943 insieme alla sua famiglia viene deportato nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, dove tutti i suoi familiari trovano la morte nelle camere a gas. Inizialmente si salvano lui, il padre ed il fratello minore che sono inviati ai lavori forzati. Il pugile greco è il prigioniero n° 136954.

Per Salamo Arouch inizia l’inferno, perché nel mo- mento in cui viene riconosciuto dalle SS è costretto a combattere contro altri prigionieri, anche due volte alla settimana (per un totale di 208 match). Già il secondo giorno di permanenza ad Auschwitz, il pugile sostiene il primo della lunga serie di incontri.

I match duravano fino alla sconfitta di uno dei due contendenti, oppure fino a quando gli aguzzini non si stancavano del macabro spettacolo. Egli è pienamente consapevole che il ko, che infligge suo malgrado agli avversari, decreta la loro inesorabile e sadica condanna a morte: gli sconfitti saranno destinati alla camera a gas o alla fucilazione.
Il match più difficile che deve sostenere è contro Klaus Silber, pugile dilettante tedesco di origine ebrea, anche lui imbattuto all’interno del campo.
I due prigionieri sono obbligati a battersi in un incontro feroce nel quale, ad un certo punto, entrambi i boxeur cadono fuori dal ring; Arouch sembra soccombere ma alla fine vince, causando la morte di Klaus Silber. In seguito a ciò viene rimosso dai lavori forzati e impiegato negli uffici del campo, deve però continuare a combattere. Nel frattempo suo padre viene ucciso perché troppo debole per lavorare e il fratello minore Avram è giustiziato perché si rifiuta di estrarre, per conto dei suoi aguzzini, i denti d’oro dai morti nelle camere a gas.

Arouch sopravvissuto alla triste esperienza, il 17 gennaio del 1945 viene liberato.

Durante la ricerca della sua famiglia, che non rivedrà più, a Bergen-Belsen nell’aprile del 1945 incontra Marta Yechiel, una ragazza che già conosceva perché proveniente dalla sua stessa città natale, sopravvissuta anche lei ai campi di concentramento.

Insieme emigrano in Israele, si stabiliscono a Tel Aviv dove iniziano una nuova vita. Salamo Arouch muore a Tel Aviv il 26 aprile del 2006.

La sua storia è stata raccontata nel film del 1989 “Il Trionfo dello spirito” del regista R.M. Young.

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